Scheda della Collezione

Abbazie e monasteri cistercensi

Le forme dell'arte cistercense: architettura, scultura e miniatura.

Istituzione d’Ateneo responsabile

Storia dell'arte e dello spettacolo

Date di produzione

1970s - 2004

Consistenza della collezione di origine

5913, la maggior parte diapositive, alcune lastre e foto.

Risorse digitali

531

Luogo di conservazione

Sapienza Università di Roma, Dipartimento di storia dell'arte e spettacolo, sede ex-Vetrerie Sciarra, piano 1, stanza 115

Descrizione

La collezione fu avviata a metà degli anni Settanta dalla prof.ssa Angiola Maria Romanini, allora docente di Arte medievale presso l'Istituto di storia dell'arte dell'Università La Sapienza. All'inizio la collezione rispondeva a necessità didattiche; a partire dalle giornate di studio su "I Cistercensi e il Lazio" svoltesi dal 17 al 21 maggio 1977 i materiali furono raccolti con finalità scientifiche. La collezione fu ulteriormente ampliata in occasione dei viaggi personali della prof.ssa Romanini (Alvastra) e del gruppo del corpo docenti (Romanini, Cadei); ulteriori documentazione è stata prodotta per tesi di laurea e per la compilazione delle voci riguardanti l'Ordine cistercense per l'Enciclopedia dell'arte medievale.

Il fondo contiene anche un consistente numero di documenti sulle campagne fotografiche eseguite nel corso degli anni, infatti la sola documentazione relativa all'Abbazia dei SS. Vincenzo e Anastasio alle Tre Fontane occupa quattro faldoni per un totale di 1089 diapositive.
Al fondo principale si sono aggiunti due piccoli fondi personali del prof. Cadei (per gentile concessione del prof. Pio Francesco Pistilli) e della prof.ssa Marina Righetti, che ha dato avvio al progetto di digitalizzazione della memoria storiografica del Dipartimento di storia dell'arte e dello spettacolo. Al primo fondo si sono poi aggiunte le immagini sulle Grange prodotte dalla prof.ssa Marina Righetti nell'ambito dei suoi studi.

Descrizione del progetto scientifico di digitalizzazione

L'ordinamento della collezione digitale ha rispettato il più possibile l'organizzazione data dai produttori dell'archivio, infatti nelle sezioni è stato riprodotto il contenuto dei venti faldoni; l'unico intervento ha riguardato il ripristino dell'ordine alfabetico quando risultava errato.
I numeri di inventario non sono presenti in tutti gli oggetti, ma è stato riportato dove presente. Sono state individuate le aggregazioni di appartenenza e semantiche per la compilazione delle schede descrittive; per quanto riguarda le riproduzioni dei manoscritti è stata creata una scheda per ciascuno di essi seguendo l'ordinamento datogli dalla Biblioteca detentrice degli stessi.
L'abbazia dei SS. Vicenzo e Anastasio alle Tre fontane
è stata trattata come un subfondo, data l'importanza della campagna fotografica e la consistenza.
Le fasi organizzative sono state: la visione e quantificazione dei materiali -attualmente conservati presso la stanza 115 del primo piano delle ex vetrerie Sciarra-, il primo intervento ha riguardato i monasteri su territorio italiano, successivamente si è affrontata una digitalizzazione massiva dei faldoni.
Il lavoro di digitalizzazione e di metadatazione è stato svolto da Enrico Pizzoli, sotto la supervisione dei responsabili e dello staff del laboratorio di digitalizzazione e metadatazione del DigiLab. Le immagini master sono state acquisite in formato tiff a 600 dpi, per mezzo di scanner fotografici Epson, mod. Perfection V700 Photo dual lens system. I file così prodotti sono conformi agli standard per la conservazione a lungo termine, mentre per la consultazione è disponibile un derivato compresso in formato jpg.
La soggettazione è stata effettuata utilizzando il NSF (Nuovo Soggettario di Firenze) -realizzato a cura della Biblioteca nazionale centrale di Firenze, e composto attualmente da circa 47000 voci- e PICO (Portale Italiano della Cultura Online), un vocabolario controllato progettato dal Ministero per i beni e le attività culturali per la soggettazione e la classificazione di risorse molto eterogenee. Per la normalizzazione dei nomi di luoghi si è utilizzato il TGN (Thesaurus of Geographic Names) e Geonames, VIAF (Virtual International Authority File) per i nomi di persona ed ente. Per la definizione dei ruoli la lista controllata è quella dei Marc Relators, sviluppata dalla Library of Congress.
Per quanto riguarda la compilazione delle schede dei monasteri e delle grange è stato distinto l'interno e l'esterno, descrivendo le peculiarità delle immagini tramite l'utilizzo dei termini del NSF.
Per la localizzazione geografica si è utilizzato il TGN se il luogo del monumento è presente, in caso contrario è stato inserito il comune di competenza o la provincia, in casi eccezionali si è inserita la regione, cercando di integrare con Geonames, ove possibile.

    Responsabile scientifico

    Marina Righetti, Maria Guercio

    Responsabile tecnico

    Cecilia Carloni

    Responsabile editoriale

    Cecilia Carloni

Termini e condizioni d’uso

Leggi le condizioni

Accesso

aperto


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