Scheda della Collezione

Archivi & Computer

Recupero retrospettivo della rivista "Archivi & Computer”.

Soggetto versante

Teatrino dei Fondi-Titivillus mostre editoria

Istituzione d’Ateneo responsabile

DigiLab Mediateca delle scienze umanistiche

Date di produzione

1991 - 2008

Consistenza della collezione di origine

18 annate della rivista; 59 fascicoli

Risorse digitali

64

Descrizione

La rivista "Archivi & Computer", tuttora attiva, viene fondata nel 1991 dal Comune di San Miniato e dalla Regione Toscana in qualità di enti promotori e sostenitori. Il direttore e l'anima della rivista è Roberto Cerri, direttore dell'archivio storico del Comune di San Miniato, che svolge il ruolo di direttore responsabile inclusivo delle responsabilità scientifiche fino al 2002 allorché subentra in veste di direttore scientifico della rivista Maria Guercio, allora docente di archivistica dell'Università degli studi di Urbino, dal 2012 in servizio presso la Sapienza Università di Roma.
Editore e proprietario della rivista rimane il Comune di San Miniato fino al 2000. Dal 21 gennaio 2000 fino al n. 2/2004 la proprietà passa all'Associazione Archilab costituita in data 14 dicembre 1999 con sede in San Miniato. Per le annate 2002-2003 l'editore è Carocci, nel 2004 per i primi due fascicoli l'editore è Archilab, mentre a partire dal fascicolo 3/2004 l'editore, che acquista anche la testata, è Titivillus Edizioni di Mancini Andrea & C, che nel 2009 cambia denominazione divenendo Teatrino dei Fondi-Titivillus mostre editoria.
La rivista, originariamente trimestrale, cambia parzialmente veste grafica nel 1995 e diviene bimestrale. La cadenza è tuttavia troppo ambiziosa, tanto da richiedere già alla fine del 1997 un ripensamento, in base al quale la rivista diviene trimestrale oltre ad avviare una fase di approfondimento di tematiche relative agli archivi correnti. "Essere bimestrali – scriveva Roberto Cerri in uno dei suoi editoriali ricchi di idee e di qualche provocazione – aveva un costo (non solo finanziario) difficile da sostenere" (1997/6, p. 374). Grazie allo sviluppo della rete e di nuove funzioni una frequenza più ridotta avrebbe consentito alla rivista – e così in parte è stato – di alleggerirsi dell'attualità accrescendo il peso della riflessione tecnica e scientifica. Nel 2007 la rivista si trasforma in quadrimestrale e nel 2010 in semestrale.
La struttura della rivista si modifica negli anni: le prime annate sono organizzate in quattro-cinque aree anche se non sempre tutte presenti: editoriale (eventuale), saggi e note, spazio aperto e notiziario. Il notiziario a sua volta presenta – in una prima fase – un'articolazione in interventi relativi a progetti e convegni e in schede bibliografiche di diversa natura (rassegna di riviste, recensioni, in breve, segnalazioni). A partire dal fascicolo 4/1993 il notiziario si distingue dalle sezioni dedicate alle recensioni e alle segnalazioni bibliografiche. Cambiamenti significativi avvengono nel 2002, in occasione del già ricordato cambio di direzione e in considerazione delle mutate condizioni di contesto caratterizzate da “una larga e diffusa applicazione delle ICT in campo archivistico, sia nei sistemi informativi degli istituti di conservazione che negli archivi correnti delle amministrazioni pubbliche, delle imprese, delle istituzioni di formazione, delle organizzazioni private, oltre che nella produzione documentaria dei singoli individui” (editoriale di Maria Guercio, fasc. 2002/1, p. 7). Il comitato scientifico si rinnova; si aggiunge un numero significativo di collaboratori internazionali; si semplifica la struttura che si articolata per alcuni anni in quattro sezioni (Saggi, Interventi, Notiziario, Segnalazioni bibliografiche) e poi, dal 2008, in due (Saggi e Interventi). Si introduce la prassi, quasi sempre rispettata, di pubblicare numeri parzialmente monografici a cura di almeno uno dei componenti del comitato scientifico (“La gestione informatica dei documenti: formazione e conservazione” a cura di Maria Guercio, fasc. 2002/1; “Autenticità, integrità e accuracy nei sistemi documentari informatici” a cura di Monica Grossi, fasc. 2002/2; “Il web per gli archivi e gli archivi nel web” a cura di Federico Valacchi, fasc. 2002/3; “I documenti informatici: criticità e linee d’azione” a cura di Maria Guercio, fascc. 2003/1-2; “Un’indagine sui programmi di inventariazione archivistica” a cura di Stefano Vitali, fasc. 2003/3; “Il controllo di autorità come raccordo tra sistemi descrittivi dei beni culturali: prospettive ed esperienze” a cura di Maurizio Savoja, fasc. 2004/1; “Verso un sistema archivistico nazionale?” a cura di Stefano Vitali, fasc. 2004/2; “Dai testi unici ai codici: gli archivi e la nuova normativa” a cura di Maria Guercio, fasc. 2004/3; “I sistemi di gestione informatica dei documenti: esperienze e modelli” a cura di Linda Giuva, fasc. 2005/1; “Gestione informatica dei documenti e classificazione d’archivio: esperienze a confronto” a cura di Elena Aga Rossi e Maria Guercio, fasc. 2005/2; “Archivi audiovisivi: formazione, conservazione e fruizione” a cura di Gigliola Fioravanti, fasc. 2005/3).
La rivista cresce negli anni in numero di abbonati (300 alla fine del 1994, 400 nel 1997, 500 nel 2001). Mantiene alta la presenza di contributi internazionali. Pubblica, ad esempio, la prima edizione delle ISAD (fasc. 2/1994), accoglie atti di seminari e interventi, saggi dei principali studiosi italiani di archivistica e contributi innovativi di colleghi di altri paesi (Michael Cook, Luciana Duranti, Wendy Duff, Ann Gilliland, Ken Haworth, Hans Hofman, Tim Hutchinson, Heather MacNeil, Reagan Moore, Seamus Ross, Ken Thibodeau per citare solo alcuni nomi più noti), dedicando naturalmente particolare attenzione ai temi più innovativi della digitalizzazione degli archivi storici, della smaterializzazione dei documenti correnti, dei sistemi informativi archivistici e della conservazione digitale, ma anche – più recentemente, dal 2006 ad oggi – al nodo dei formati, all’analisi dei software open source, ai rischi del cloud computing e alle potenzialità degli open data. L’interdisciplinarità è sempre stata considerata un requisito da rispettare (come si legge nel primo editoriale di Roberto Cerri nel fasc. 1991/1, p. 4) anche se non è stato sempre facile ottenere l’attenzione degli studiosi di informatica e di altre discipline. Si può concludere, anzi, che il sottotitolo “Automazione e beni culturali” che la testata acquisisce nel 1995 non ha mai corrisposto a un effettivo allargamento di orizzonti ad altri domini dei beni culturali. Nella sostanza la rivista è rimasta fedele all’obiettivo iniziale: una “rivista dedicata all’automazione degli archivi” (1991/1, p. 3) per rispondere alle sfide tecnologiche offrendo “un’occasione per scambiare esperienze, conoscenze e, se possibile, superare alcune difficoltà di comunicazione che in questo settore esistono in misura maggiore rispetto ad altri” (ibidem, p. 3-4).

Descrizione del progetto scientifico di digitalizzazione

Il quadro istituzionale
La decisione di digitalizzare i numeri pregressi di “Archvi & Computer” (1991-2005) – per le cui vicende istituzionali si rinvia alla scheda relativa al soggetto produttore – è stata assunta da tempo dal comitato scientifico insieme al proposito (che sarà attuato nel corso del 2014) di trasformare in digitale il formato nativo della rivista. L’occasione concreta per realizzare almeno la prima parte del progetto (la digitalizzazione e pubblicazione ad accesso aperto delle annate 1991-2005) è stata offerta dal progetto Sapienza Digital Library e dal supporto tecnico e operativo del Centro di ricerca e servizi Digilab della Sapienza. L’obiettivo è stato raggiunto grazie al coordinamento dello staff t
ecnico di Digilab e al lavoro degli studenti della Scuola di specializzazione per i beni archivistici e librari dell’Università, in particolare di Letizia Leo cui si deve sia il lavoro di digitalizzazione che la metadazione e grazie alla disponibilità dell’editore Titivillus e del direttore della rivista Maria Guercio che hanno accettato di rendere pienamente e liberamente disponibili per finalità di studio e di ricerca i contenuti della rivista fino al 2008.
I contenuti digitali
Le operazioni di digitalizzazione hanno riguardato i fascicoli a partire dal primo anno di pubblicazione (1991) fino al 2005. Gli ultimi tre anni saranno oggetto di un secondo intervento. La collezione è stata organizzata per annate e per fascicoli. Il numero dei fascicoli per anno varia in ragione della diversa articolazione della rivista stessa nel corso degli anni: dal 1991 al 1996 la cadenza è trimestrale, bimestrale dal 1995 al 1997, quadrimestrale dal 1998 al 2006 e semestrale dal 2010. Ogni fascicolo costituisce una singola risorsa digitale dotata di una propria scheda di catalogazione. Ciascun numero è reso disponibile riportando nel campo descrizione l’intero indice articolato nelle sezioni previste. Si forniscono perciò, all’interno delle schede descrittive dei fascicoli, i nomi degli autori, il titolo dell’articolo e la pagina iniziale.
La scheda relativa alla collezione e al soggetto produttore è stata predisposta da Maria Guercio. Le schede di catalogazione sono a cura di Letizia Leo, mentre la soggettazione è stata affidata a Nicoletta Venanzi.
Le scelte metodologiche
La scelta di limitare al 2008 la digitalizzazione ad accesso aperto per ragioni di studio e di ricerca della rivista è dovuta alla decisione dell’editore. Si ipotizza di poter procedere alla digitalizzazione dei numeri mancanti (2006-2008) nei primi mesi del 2014 e di avviare la digitalizzazione di routine dei fascicoli successivi sulla base di un ulteriore accordo con l’editore, di cui si allega la nota relativa alla gestione dei diritti.
Indicazioni tecniche
I file master sono stati acquisiti in formato tiff a 600 dpi, per mezzo della macchina Metis Systems. I file così prodotti sono conformi agli standard per la conservazione a lungo termine, mentre per la consultazione è stato prodotto un derivato compresso in formato jpg.
La soggettazione è stata effettuata utilizzando il Nuovo Soggettario di Firenze -realizzato a cura della Biblioteca nazionale centrale di Firenze, e composto attualmente da circa 47000 voci- e PICO (Portale Italiano della Cultura Online), un vocabolario controllato progettato dal Ministero per i beni e le attività culturali per la soggettazione e la classificazione di risorse molto eterogenee. Per la normalizzazione dei nomi di luoghi si è utilizzato il TGN (Thesaurus of Geographic Names) e geonames, VIAF (Virtual International Authority File) per i nomi di persona ed ente. Per la definizione dei ruoli la lista controllata è quella dei Marc Relators, sviluppata dalla Library of Congress.

    Responsabile scientifico

    Maria Guercio

    Responsabile tecnico

    Cecilia Carloni

Termini e condizioni d’uso

Leggi le condizioni

Accesso

aperto


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